SEO · · 9 min
Google non basta più: come farsi citare da ChatGPT, Perplexity e AI Overviews
In breve
- Con le risposte generate dall'AI gli utenti cliccano meno sui risultati: l'obiettivo diventa essere la fonte citata nella risposta.
- Molti crawler AI non eseguono JavaScript: i contenuti caricati solo lato client rischiano di essere invisibili.
- Contenuti "answer-first", dati concreti con fonte, struttura a titoli chiari e dati strutturati aumentano le probabilità di essere citati.
Per vent'anni l'obiettivo della SEO è stato uno: comparire tra i primi risultati di Google. Oggi una parte crescente delle ricerche si chiude prima del clic, con una risposta scritta dall'AI: le AI Overviews di Google (arrivate in Italia nel 2025), ChatGPT Search, Perplexity. La nuova domanda non è più solo "sono in prima pagina?", ma "sono la fonte che l'AI cita?".
Perché conta: meno clic, più citazioni
Uno studio del Pew Research Center del 2025, basato sul comportamento reale di navigazione di utenti statunitensi, ha rilevato che quando Google mostra un riassunto AI gli utenti cliccano un risultato tradizionale in circa l'8% delle visite, contro circa il 15% quando il riassunto non c'è. Nel frattempo il traffico referral dalle piattaforme AI cresce rapidamente: secondo Similarweb ha superato 1,13 miliardi di visite mensili a metà 2025, +357% in un anno. Meno clic in totale, ma i clic che arrivano dalle citazioni AI sono spesso più qualificati.
Il problema tecnico che quasi nessuno vede
Molti siti moderni costruiti come single-page application caricano i contenuti con JavaScript nel browser. Google è in grado di eseguire JavaScript, ma un'analisi pubblicata da Vercel a fine 2024 ha mostrato che i principali crawler AI, come quelli di OpenAI e Anthropic, scaricano i file JavaScript senza eseguirli. Tradotto: se il testo dei tuoi articoli compare solo dopo l'esecuzione del JavaScript, per questi crawler la pagina può risultare praticamente vuota. Rendering lato server o pre-rendering delle pagine statiche risolvono il problema alla radice.
Come scrivere contenuti che l'AI cita
- Risposta subito. Apri ogni articolo con un riassunto di 2-3 punti che risponde direttamente alla domanda, poi approfondisci.
- Dati concreti con fonte. Numeri, date e nomi di studi rendono un contenuto citabile. Le affermazioni generiche non vengono riprese.
- Titoli che sono domande reali. H2 come "Quanto costa..." o "Chi è obbligato..." rispecchiano il modo in cui le persone interrogano le AI.
- Esperienza diretta. Casi reali, opinioni motivate e dettagli operativi sono ciò che distingue una fonte da un contenuto riscritto.
- Dati strutturati. Schema Article, Organization e LocalBusiness in JSON-LD rendono esplicito chi sei, cosa pubblichi e quando.
Robots.txt e llms.txt: cosa fare davvero
Controlla che il tuo robots.txt non blocchi i crawler AI che vuoi ti citino (ad esempio OAI-SearchBot per ChatGPT Search o PerplexityBot). Del file llms.txt si parla molto: è una proposta nata nel 2024 per offrire ai modelli una versione semplificata del sito, ma ad oggi non è uno standard e non ci sono conferme che i principali motori AI lo usino in modo sistematico. Costa poco aggiungerlo, ma non è il punto da cui partire.
SEO e GEO non sono alternative
Le AI attingono in larga parte da pagine che già si posizionano bene nei motori di ricerca. Una SEO tecnica solida resta la base; la GEO aggiunge un livello di cura su struttura, chiarezza e verificabilità dei contenuti. Chi lavora bene su entrambe intercetta sia chi cerca su Google sia chi chiede direttamente all'AI.